lunedì 17 aprile 2017

La dura legge di Baywatch




"Noi degli anni ’90 siamo stati gli ultimi esemplari della nostra specie a provare i limiti della tecnologia digitale, gli ultimi ad aver assaggiato musicassette, in un’epoca in cui gli MP3 erano ancora un miraggio per i più; ad aver seguito delle serie televisive senza l’aiuto di Internet, pronti a spaccare il videoregistratore se solo ci fossimo dimenticati di puntarlo per catturare su VHS l’ultimo episodio della stagione perché... esatto, niente streaming e niente riassunti su Wikipedia. Siamo anche stati gli ultimi a subire la maledizione di Baywatch, ed è un segno che ci porteremo dietro per tanto, tanto tempo. E nessun remake potrà toglierci questo". 

I mini e i floppy disc, i primi videoclip di Videomusic, le serie televisive come Friends e Baywatch, e ancora, le sale giochi, le schede telefoniche o le boy band. Se a leggere questi nomi si prova un mix tra nostalgia e sollievo, allora questo è il "librogame" giusto per ritrovare lo spirito dei sopravvissuti alla grande transizione analogico-digitale, quando per scaricare una fotografia da Internet ci voleva mezz’ora. 

Mattia Bertoldi, che è nato nel 1986 e in quegli anni era adolescente, ha raccolto i suggerimenti di decine di suoi coetanei e ci racconta con ironia e un pizzico di rimpianto la musica, la tv, l’intrattenimento, le letture, le mode e le tecnologie degli anni ’90. In un percorso strutturato come un librogame, soppiantato in quegli anni dai giochi di ruolo elettronici, si chiede come sia stato possibile divertirsi, amare, studiare, comunicare senza Wikipedia, Google, Netflix e gli smartphone. E, senza prendersi troppo sul serio, rivendica con orgoglio di avercela fatta, di essere uscito indenne da quel decennio, nonostante tutto.

L'AUTORE
Mattia Bertoldi è di Lugano. Sognava il chiodo di pelle di Max Pezzali ed era innamorato di Xena e Buffy. Tifa per i Chicago Bulls, ascolta Gigi D’Agostino e ha paura dei vermi giganti del sottosuolo per colpa di Tremors. Finalista al Premio Chiara Giovani nel 2011, ha esordito con il romanzo Ti sogno, California, edito da Booksalad nel 2012, e dal 2016 è membro di comitato dell’ASSI, Associazione Scrittori della Svizzera italiana. 

venerdì 14 aprile 2017

Terapia terapia

Gianni Ferreri e Daniela Morozzi

​Dal 18 aprile al 14 maggio sarà in scena al Teatro Golden (via Taranto 36, a Roma) ​ la commedia "Terapia terapia" scritta da Au​gu​sto ​e ​Toni Fornari, Andrea Mai​a, Roberto Nobile e Vincenzo Sinopoli per la regia di Augusto Fornari. Lo spettacolo è interpretato da Daniela Morozzi e Gianni Ferreri (indimenticabile coppia della fiction cult "Distratto di Polizia") e da Giancarlo Ratti, interprete de "I Cesaroni" e ​"La ladra" e nel cast della trasmissione di Radio2 "Il ruggito del conigli​o​" da oltre 10 anni.

La commedia racconta le vicende di una coppia alle prese con il loro matrimonio, litigiosissimo. Per cercare di risolvere il loro rapporto si rivolgono ad un noto terapista, ma i due non sanno che anche l'analista sta vivendo un complicato rapporto di coppia...Cosa può accadere se i problemi della coppia si intrecciano con quelli dell’analista? Fra equivoci, litigi, svelamenti, tenerezze, lo spettacolo affronta le gioie e i dolori del matrimonio attraverso un viaggio analitico da Freud alla sfogliatella napoletana.

GLI INTERPRETI 

Daniela Morozzi, conosciuta dal grande pubblico per aver interpretato Vittoria Guerra in “Distretto di Polizia”. Attrice teatrale, fa parte dal 1988 della Lega Italiana Improvvisazione Teatrale di cui dal 1993 è anche insegnante e direttrice artistica. Tra i suoi lavori: "Ovosodo" e "Baci e abbracci" di Paolo Virzì; "Ritorno a casa Gori" di Alessandro Benvenuti. 

Gianni Ferreri è il Giuseppe Ingargiola di “Distretto di Polizia”. Fin da bambino si avvicina al teatro e alla musica. Lavora con attori come Lia Tanzi, Giuseppe Pambieri, Mario Scarpetta, Mario Merola, Isa Danieli. Tanti i suoi lavori in teatro, televisione e cinema. Tra i suoi fil cinematografici: "Auguri professore" di R. Milani; "L’ultimo Capodanno" di M. Risi; "L’amore non ha confini" di P. Sorrentino; "Incantesimo Napoletano" di L. Maniero e P. Genovese. 

Giancarlo Ratti è un attore televisivo, teatrale e cinematografico. Noto al grande pubblico per essere una delle voci del "Ruggito del coniglio" e fra gli interpreti della fiction "I Cesaroni", a teatro ha preso parte a "Calcoli", "La parola ai giurati", "Abbiamo due ore di vantaggio" e "Va tutto storto". Nel 2006 ha partecipato alla commedia radiofonica "Nessuno è perfetto" di Linda Brunetta, al fianco fra gli altri di Daniele Formica, Caterina Guzzanti e Max Paiella. Al cinema ha recitato nel film "Colpo d'occhio", di Sergio Rubini.

Augusto Fornari è attore, autore e regista - diplomato presso il Laboratorio Teatrale di Gigi Proietti. Fa parte del gruppo teatrale "I Picari" insieme a Marco Simeoli e Roberto D’Alessandro. Lavora per il teatro, la televisione ed il cinema. E’ Augusto Toscani “nel commissario Manara” 1 e 2 per la RAI. Al cinema interpreta il film “Basilicta cost to cost” tra gli altri. 

sabato 1 aprile 2017

Festival Cinema Vintage


Scadono il 30 luglio 2017 i termini per le iscrizioni alla quinta edizione del festival di cinema vintage “Il gusto della memoria,” rassegna di film documentari e spot ispirati alle immagini d'archivio che si terrà a Roma il 28, 29 e 30 settembre 2017 sotto il patrocio dell'UNESCO. Per il quarto anno è aperto il contest per registi appassionati di immagini d’archivio e il tema di quest’anno è "La Famiglia" e tutte le sue declinazioni. Attraverso le immagini presenti su Nos Archives si invitano registi, aspiranti tali, studenti di scuole di cinema, studenti dei licei a raccontare la Storia da un punto di vista alternativo a quello ufficiale, con una storia anche inventata e con i materiali cinematografici presenti in nosarchives.com e nell'archivio dell'Istituto Luce. La scadenza per l’iscrizione è fissata al 30 luglio 2017, mentre i materiali possono essere inviati entro il 30 agosto 2017. Tutte le informazioni per partecipare al bando si trovano cliccando a questo indirizzo. 

Il contest è aperto a tutti e articolato in tre sezioni: Fiction, per cortometraggi della durata massima di 12 minuti; Documentari, per opere di reportage o di docufiction della durata massima di 30 minuti e infine la sezione Pubblicità, dedicata a spot pubblicitari per prodotti attuali o vintage, della durata massima di 3 minuti. Tutti i lavori devono contenere almeno il 60% di immagini d’archivio: max 1 minuto dall’Archivio Luce e il resto da nosarchives.com, che custodisce in full HD film realizzati tra il 1922 ed il 1984 girati in formato ridotto (8mm, 9,5mm, 16mm, 17,5mm e Super8, tutti digitalizzati in HD). I materiali sono scaricabili dopo l'iscrizione su www.nosarchives.com e sul sito Archivio LUCE. La musica deve essere originale o in regola con i diritti di utilizzo. Oltre al materiale scaricabile dall'archivio, si potranno usare immagini vecchie e nuove girate con qualsiasi supporto tecnologico.

“Il 2017 è l’anno della Famiglia - sottolinea la direttrice artistica Cecilia Pagliarani (già Nastro d'Argento per Registro di Classe, co-diretto con Gianni Amelio). In Italia ha suscitato molte polemiche la discussione sui matrimoni omosessuali, sulle adozioni, sulle famiglie monoparentali. Cosa hanno da dire i nuovi registi e autori? Come le raccontano? Un dialogo tra immagini familiari. Ci sono veramente delle differenze nelle immagini di famiglie?"

Il festival, fondato e diretto dalla montatrice e regista Pagliarani e dall'artista Manuel Kleidman, è organizzato dall'Associazione per la salvaguardia della memoria filmica amatoriale Come Eravamo, in collaborazione con l’archivio di cinema amatoriale nosarchives.com, che possiede, restaura e digitalizza dagherrotipi, negativi su vetro, diapositive, Polaroid, filmini familiari e di viaggi e di fatto costituisce il primo archivio mondiale di video ed immagini amatoriali . Il portale ospita più di 13mila filmati e un innumerevole repertorio di immagini che hanno fatto la Storia del Ventesimo secolo.

domenica 19 marzo 2017

Tangentopoli


Sono passati 25 anni da quel febbraio del 1992 quando - con l’arresto di Mario Chiesa - ebbe inizio l’inchiesta Mani pulite, che poi sfociò in Tangentopoli, che portò alla luce la corruzione del sistema politico italiano e dei partiti di maggioranza (Dc e Psi). Grazie all'impegno dei magistrati della procura milanese si arrivò a processi che videro tra gli imputati tanti uomini di spicco dell’economia e della politica italiana. Dal 21 Marzo al 16 Aprile sarà in scena al teatro Golden di Roma (via Taranto 36) “Tangentopoli” (interpretato da Sebastiano Somma e Augusto Zucchi, scritto da Vincenzo Sinopoli e Andrea Maia, che ne cura anche la regia), primo lavoro teatrale che ricorda proprio quegli avvenimenti che hanno segnato la storia italiana, creando una "Prima" e una "Seconda" Repubblica.

Una vicenda che ha influenzato e che ancora influenza la cronaca politica e giudiziaria dei nostri giorni e che vede ancora in auge molti dei protagonisti tra politici, imputati e magistrati. Due sono sicuramente gli uomini simbolo di quell’inchiesta e di quel periodo: Bettino Craxi (di cui veste i panniAugusto Zucchi), segretario del Partito Socialista dal 1976 al 1993 e Presidente del Consiglio dall'83 all'87, e Antonio Di Pietro (nella pièce interpretato da Sebastiano Somma) che ha fatto parte del pool di Mani pulite come sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Milano. Sul palco con i 2 protagonisti, Morgana Forcella (che interpreta il giudice) e Roberto Negri, il narratore.

LO SPETTACOLO
Si immagina che Craxi ritorni a Milano e si presenti in tribunale per difendersi nell’ultima udienza del processo a suo carico e all’incontro-scontro con Di Pietro. Incontro che diventa anche confronto umano, privato tra due personalità forti, con un Craxi non più leader carismatico, per anni padrone incontrastato della scena politica, ma uomo provato dalla malattia e dall'esperienza giudiziaria, che pure non rinuncia a difendersi, e un Di Pietro che - pur sostenendo le sue accuse con grande determinazione - si trova maturare la decisione di dimettersi dalla magistratura per le indagini avviate a suo carico. Storia che diventa vicenda privata, intima, di quelli che sono considerati l’uno, il simbolo di “Mani Pulite”, l’altro il simbolo della Prima Repubblica. Sullo sfondo, la difficile transizione dalla prima alla seconda Repubblica, e la constatazione che - a 25 anni da quei fatti, e malgrado l’uscita di scena dei vecchi partiti e della vecchia classe politica - nulla sembra essere cambiato.